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Il Piano Provinciale di Protezione Civile

Le competenze delle Province e della Regione per l’organizzazione e lo svolgimento di attività di protezione civile sono regolate dalla legge regionale n.67 del 2003 - “Ordinamento del sistema regionale della protezione civile e disciplina della relativa attività” - che le definisce assicurando la necessaria integrazione con le politiche di governo del territorio. Le Province hanno il compito di elaborare il quadro dei rischi idrogeologici presenti sul proprio territorio e di organizzare tutte le procedure necessarie a fronteggiare le situazioni di emergenza, dalla previsione al monitoraggio degli eventi fino all'adozione degli atti e di tutte le iniziative necessarie a garantire, a fronte di emergenze, il supporto e il coordinamento dei soccorsi. L’amministrazione provinciale, in collaborazione con i Comuni, deve anche provvedere al censimento dei danni e all’organizzazione degli interventi di soccorso, coordinando le diverse associazioni di volontariato. Il primo stralcio del Piano di Protezione Civile della Provincia di Siena è stato approvato nel 2006.

Lo stralcio di Piano che riguarda l' "organizzazione in emergenza" è stato aggiornato in Ottobre 2018

 

Il piano di emergenza - le procedure operative
Il Piano di emergenza costituisce la parte sostanziale del Piano di Protezione Civile della Provincia di Siena e contiene le procedure operative da attuare in caso di calamità naturali e catastrofi, fino dell’evento di massima emergenza atteso nel territorio provinciale. Il Piano, tenendo conto delle linee regionali per la realizzazione dei Piani provinciali di Protezione Civile, descrive la risposta operativa che l’ente è in grado di attuare a seguito di segnalazioni di eventi di Protezione Civile. In particolare, il Piano di emergenza disciplina il ricevimento e la gestione delle segnalazioni di criticità da parte dei Comuni; l’organizzazione dell’attività del centro operativo, funzionale a rendere disponibile il supporto della Provincia ai Comuni che ne facciano richiesta, e le sedi di coordinamento operativo decentrate nel territorio provinciale. 

delibera_piano_per_organizzazione_in_emergenza.pdf

delibera_all1_piano_protezione.pdf

 

La Sala Operativa Provinciale Integrata (S.O.P.I.) per la Protezione Civile

La realizzazione della nuova Sala Operativa per la Protezione Civile presso il Comando provinciale dei Vigili del Fuoco in Loc. Ruffolo a Siena nasce dalla volontà istituzionale di accorpare in un'unica sede tutte le strutture che fanno capo al soccorso pubblico, ovvero la costituzione di un “Polo unico del Soccorso Pubblico Provinciale”. La sala operativa, anche nella sua strutturazione precedente, sita in via Massetana presso gli uffici attualmente in uso alla Regione Toscana, era già strutturata come SOPI, Sala Operativa Provinciale Integrata, coordinata dalla Provincia di Siena e dalla Prefettura – all’interno della quale venivano svolte le attività di coordinamento a partire dal Ce.Si. – Centro Situazioni, fino all’istituzione del C.C.S. – Centro Coordinamento Soccorsi e l’attivazione delle varie funzioni di supporto. Questo in linea con quanto previsto dal Piano Operativo della Protezione Civile Toscana.

Il trasferimento dei locali della SOPI da Via Massetana alla Caserma VVF in Loc. Ruffolo ha completato la costituzione del polo unico che è oggi costituito dalle sale operative di 118, Vigili del Fuoco – Difesa Civile e Protezione Civile.

La sala operativa unificata è un’area integrata nella Caserma dei Vigili del Fuoco composta da 3 zone dislocate su tre piani e collegate tramite scale interne:

-  Sala riunioni (piano 1°)

-  Sala operativa di comando “Sala Augustus” (piano 2°)

-  Sala radio e foresteria (piano 3°)

 

La sala riunioni è stata ricavata all’interno di un’area più ampia già adibita a questo scopo e ad auditorium. In caso di impiego vengono utilizzati materiali e strumentazioni già presenti.

La parte centrale della Sala Operativa è disposta in modo da poter avvalersi di almeno 15 postazioni autonome (dati, fonia e collegamento elettrico) funzionali alla completa attivazione delle Funzioni di supporto previste dal “Metodo Augustus”. Questo locale, che presenta una superficie di circa 90 mq, è impostato per avere un’ampia modularità e rispondere alla possibilità di vari livelli di attivazione.

Sono stati quindi ricavati due locali delimitati da librerie e/o vetro sufficienti ad un primo grado di attivazione senza dover sfruttare l’intero spazio. Questi spazi vengono utilizzati dal Ce.Si. e dalle prime funzioni attivate (es: Funzione Volontariato). Nella parte rimanente della sala sono disposti ampi tavoli, collegabili fra loro, che costituiscono “isole” a disposizione delle varie funzioni di supporto via via attivate e della segreteria della sala.

La sala radio è posizionata sopra la sala di comando ed è già allestita per i collegamenti radio.

A fianco della sala radio è prevista infine una piccola foresteria costituita da due letti singoli con rispettivi comodini ed armadietti.

 

SALA AUGUSTUS




SALA RADIO 


 

Impianto elettrico

L’impianto elettrico è di nuova realizzazione ed è collegato all’impianto elettrico generale della Caserma dei Vigili del Fuoco. La caserma dispone di un gruppo elettrogeno in grado di colmare eventuali necessità di mancanza di corrente all’intera struttura. Le postazioni di lavoro sono ricavate sia su apposite scatole portafrutto (torrette a scomparsa) derivate da canale sotto il pavimento flottante per la Sala Operativa, che da scatole da frutto modulare per le altre prese.

 

Cablaggio e rete dati

Allo stato attuale l’impianto dati è composto da un cablaggio in rame Cat. 6e indipendente dal Comando Provinciale Vigili del Fuoco; è presente un armadio Rack da pavimento nel locale tecnico attiguo alla Sala Operativa. Tutte i punti rete dei locali: Sala Operativa, Sala radio e Sala riunioni sono attestati in appositi patch panel numerati su tale Rack.

In particolare nella sala operativa sono presenti nella parte centrale 15 postazioni con doppia presa dati (utilizzabile sia per dati che fonia) disposti nel pavimento in apposite scatole portafrutto a scomparsa. Le altre prese sono disposte in statole da frutto modulare.