Sulle strade della provincia di Siena diminuiscono gli incidenti mortali e quelli con feriti e, conseguente, il costo sociale che da essi deriva. Lo rivela il Libro Bianco sulla sicurezza stradale pubblica presentato dal Ministero dei trasporti in questi giorni. Così, se nel triennio 2002 – 2005 l’Italia continua a detenere la maglia nera europea in materia di sicurezza stradale con un tasso di 9.2 morti ogni 100mila abitanti, la Provincia di Siena ha fatto registrare, su questo fronte, segnali d’inversione di tendenza. La riduzione degli incidenti mortali, infatti, è scesa del 36% mentre quelli con feriti del 13,7%. In Toscana la riduzione si è fermata al 26,5% in Italia al 21,4%, mentre gli incidenti con feriti hanno visto, rispettivamente, un aumento del 2,2% e una diminuzione del 9.4%. Numeri che hanno portato al conseguente abbattimento del costo sociale provocato dagli incidenti che scende, in provincia di Siena, del 21,6%.
«Se, come dimostra il rapporto, gli effetti dei provvedimenti di censura come la patente a punti sembrano, nel lungo periodo, esaurire la loro spinta, - spiega Silvana Micheli, assessore alla viabilità della Provincia di Siena – la sfida che gli enti locali devono raccogliere è quella di attivare politiche di miglioramento della sicurezza stradale. E questo può essere fatto con interventi di carattere strutturale sui grandi assi viari provinciali e con piccoli interventi giornalieri di adeguamento e manutenzione».
Anche in questo contesto si inseriscono gli oltre 100milioni di euro di investimenti degli ultimi anni in opere infrastrutturali su tutto il territorio provinciale compresi i lavori per la realizzazione della Siena – Bettolle o l’impegno per un rapido completamento della Due Mari inserita recentemente nel piano quinquennale 2007-2011 dell’Anas. Non ultima l’approvazione del progetto definitivo per la realizzazione del nuovo tratto della S.R. 2 Cassia che collegherà Monteroni d’Arbia a Monsindoli allentando il traffico da e verso Siena.
Da un lato interventi sui grandi assi viari per snellire i centri abitati dal traffico, ripensare le politiche di pianificazione urbanistica e migliorare la sicurezza stradale, dall’altro rendere alle comunità locali più fruibili i territori di accesso senza intervenire in modo troppo invasivo. Sono oltre 130, infatti, gli addetti tra cantonieri e tecnici impegnati quotidianamente nella manutenzione ordinaria dei 1700 chilometri di rete stradale di competenza. «Su questo percorso – conclude l’assessore Micheli – dobbiamo continuare a lavorare per raggiungere gli obiettivi dei piani di sicurezza europei che vedono il dimezzamento entro il 2010 delle vittime provocate da incidenti stradali».
23 aprile 2007
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