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24-Novembre-2017

La Provincia di Siena partecipa alla Giornata Internazionale Contro la Violenza sulle Donne “colorando” di arancione Palazzo del Governo

La Provincia di Siena aderisce all’Iniziativa #Orangetheworld, lanciata dal  Segretario Generale delle Nazioni Unite,  in occasione della Giornata mondiale contro la violenza sulle donne (25 Novembre),  illuminando di arancione il Palazzo del Governo. 
Si tratta di un atto simbolico per ricordarci e ricordare  che la violenza maschile contro le donne non è un problema emergenziale, ma strutturale, rispetto al quale occorre un impegno costante e la capacità  di intervenire in maniera integrata e condivisa da parte di tutti i soggetti coinvolti, a partire dal ricono-scimento  del fondamentale  ruolo dei Centri antiviolenza.
“La violenza maschile contro le donne – afferma il Presidente Nepi – è la negazione dei diritti di libertà ed autonomia delle donne, non solo della singola donna che subisce la violenza, ma di tutte le donne in quanto appartenenti ad un genere.
Si illumina di arancione il Palazzo del Governo– continua –anche  per ribadire quanto afferma la Con-venzione di Istanbul a proposito del fatto che la violenza maschile contro le donne è uno dei meccanismi sociali cruciali per mezzo dei quali le donne sono relegate in una posizione subordinata, oltre che una  manifestazione dei rapporti di forza storicamente diseguali tra i sessi, che hanno portato alla dominazione sulle donne e alla discriminazione nei loro confronti da parte degli uomini.
E’ un fenomeno che affonda le sue radici in un sistema patriarcale di oppressione dell’autodeterminazione e delle soggettività femminili, rispetto al quale occorre agire sul tema della prevenzione e della formazione. In questa direzione vanno gli interventi che da anni la Provincia, insieme ai soggetti istituzionali, ai Centri antiviolenza  ed alle associazioni delle donne, promuove e coordina nelle scuole di ogni ordine e grado del territorio provinciale, con l’obiettivo di costruire  percorsi di libertà dalla violenza e di autodeterminazione  per poter agire una piena cittadinanza di genere”.