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Burresi: "La vera sfida è riformare tutti gli organi dello Stato"
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31-Gennaio-2012

Burresi: "La vera sfida è riformare tutti gli organi dello Stato"

La sala del Consiglio provinciale di Siena, riunito oggi in seduta aperta e straordinaria, ha visto la presenza di associazioni di categoria, sindacati, dipendenti, agricoltori, imprenditori, cacciatori, di tanti sindaci, del rettore dell’Università di Siena, del presidente della Fondazione Monte dei Paschi, dei rappresentanti di associazioni di volontariato, culturali, sociali e dello sport. Tutti hanno fatto sentire la loro voce per chiedere al Presidente della Regione Toscana, Enrico Rossi, di presentare ricorso alla Corte Costituzionale contro la palese incostituzionalità della legge che il governo Monti ha voluto per cambiare le Province. Una legge che non cambia niente ma che, come nella nostra Provincia, taglia lo 0,5% dei costi e lascia inalterato il 99,5% della spesa. Perché il costo per i cittadini senesi di Consiglio e Giunta provinciale ammonta a poco più di 2 euro a testa all'anno. Con la conseguenza che i cittadini non potranno più eleggere e controllare i loro rappresentanti e con il rischio concreto che con questa modifica i costi per persone, famiglie e imprese siano in aumento.

Io penso invece a una Provincia che sia semplice, efficiente ed eletta direttamente dai cittadini che vivono e lavorano sul territorio. Altrimenti dal 2013 avremo una Provincia eletta dai Consigli comunali dove funzioni, personale e risorse saranno assegnate a lontani uffici regionali che da Firenze, attraverso un super direttore, magari con un super stipendio, deciderà i destini del nostro territorio senza dover rendere conto a nessuno. Con la modifica voluta dal Governo ci si limiterà solo a una redistribuzione di competenze e spese tra altre istituzioni locali, perché le funzioni oggi in capo alle Province dovranno comunque essere espletate. Anche in futuro ci vorrà qualcuno che faccia la manutenzione dei 1700 Km di strade, che verifichi la sicurezza delle 15 scuole, che coordini le politiche di formazione, lavoro, sviluppo economico e trasporto pubblico locale. Allora io dico: E' meglio che quel qualcuno sia eletto nel territorio o stia in un ufficio lontano?

La sfida vera è riformare tutti gli organi dello Stato, partendo proprio dal Parlamento dove continuano a esistere due rami, la Camera dei Deputati e il Senato, che fanno la stessa cosa, con il risultato finale di allungare quantomeno i tempi dell’approvazione delle leggi. Per le Province è necessario una grande riforma dove queste trovino una dimensione minima ottimale che metta insieme due criteri: quello degli abitanti e quello dell’estensione territoriale. Ecco perché una regione Toscana a 10 Province è figlia di un altro tempo. Oggi deve essere riformata. E non possiamo limitarci a far tornare Prato nei confini della Provincia di Firenze. Serve molto di più. Servono dimensioni che coinvolgano oltre 300 mila abitanti per i piccoli territori e una scala efficiente per i territori più grandi. Non vogliamo più veder nascere Province che sono più piccole di qualche Comune, come quelle recentemente istituite in alcune parti d’Italia. Serve aggregare sulle Province tutte le funzioni di area vasta, oggi frammentate in altri enti (Ato, autorità di bacino, consorzi). E’, inoltre, necessario riordinare la filiera delle competenze orientandosi sul principio della competenza esclusiva, superando frammentazioni e sovrapposizioni. Con queste innovazioni si modernizzerebbero le istituzioni, si ridurrebbe la burocrazia e si otterrebbero risparmi reali. In sostanza si avrebbe una Provincia semplice, efficiente ed eletta direttamente dai cittadini che vivono sul territorio.

Riccardo Burresi
Presidente del Consiglio provinciale di Siena