Life strade
Sei in: Home > Life strade > Le Attività
CAMPAGNE Campagna di sicurezza stradale per la prevenzione degli incidenti causati da fauna selvatica redArrowVedi tutte
TEMI Francigena Mobilità dolce redArrowVedi tutti
Vetrina Immobiliare
Centri per l'impiego
Terre di Siena Green
Terre di Siena
Nuovo PTCP vigente
SIT - Sistema informativo territoriale
Le Attività
stampa

Le Attività svolte dalla Provincia di Siena

Il progetto LIFE STRADE avrà una durata di 4 anni e prevede la realizzazione di numerose azioni messe in pratica dalle 5 Province e dalle 3 Regioni partecipanti.

Il fenomeno degli incidenti stradali con la fauna selvatica è affrontato nel progetto da diversi punti di vista che possono essere riassunti nelle seguenti azioni pratiche:

  • Monitoraggio diretto della mortalità della fauna selvatica lungo le strade dell’area di progetto
  • Sperimentazione di un innovativo sistema di prevenzione delle collisioni veicolari con la fauna selvatica
  • Elaborazione di un protocollo per la gestione del fenomeno
  • Promozione di specifiche campagne di informazione e sensibilizzazione sull’impatto del traffico veicolare sulla fauna selvatica

 

Monitoraggio diretto della mortalità della fauna selvatica lungo le strade in Provincia di Siena

Il monitoraggio della mortalità della fauna selvatica lungo le strade è stato realizzato nel corso del primo anno di progetto. All’interno di ogni Provincia sono stati selezionati 4 tratti stradali, dove risultano più frequenti gli incidenti con gli animali selvatici.

In Provincia di Siena il monitoraggio faunistico ha interessato i seguenti tratti stradali che, secondo i dati pregressi a disposizione della provincia, si sono rivelati quelli a maggior presenza di incidenti con la fauna:

 

  • S.P.541 “Traversa Maremmana” dal km 0 al km 10 (dalla Colonna di Montarrenti al bivio di Pievescola)
  • S.P.541 “Traversa Maremmana” dal km 10 al km 20 (dal bivio di Pievescola alla zona industriale di Mensanello)
  • S.P.3 “delle Galleraie” dal km 0 al km 10 (dall’innesto con la S.P.541 al bivio per Radicondoli)
  • S.P.102 “di Vagliagli” dal km 0 al km 10 (dall’innesto con la S.S.222 alla periferia di Vagliagli)

 

Il monitoraggio, eseguito dai faunisti di Species a.t.p. tra il 15 luglio 2013 al 30 maggio 2014, ha riguardato una fascia larga 1 km a destra e a sinistra dei 4 tratti stradali prescelti, che è stata indagata due volte al mese tramite trappole fotografiche e transetti, rilevando la presenza di animali morti e segni di presenza come escrementi, impronte, trottoi, sfregamenti, scortecciamenti, punti di alimentazione e raspate. In totale, nel periodo di monitoraggio sono stati rinvenuti complessivamente ben 142 animali morti, ripartiti come nel grafico seguente.

 

Tra le specie maggiormente interessate dagli incidenti sulle quattro strade monitorate, vi è la fauna di piccole dimensioni come il rospo comune (21 esemplari trovati morti), le rane verdi (7) e il riccio (19), mentre tra la fauna di medie dimensioni spicca il tasso (8). Gli ungulati rappresentano poco più dell’8% degli animali conteggiati (7 caprioli, 3 cinghiali, 2 indeterminati).

L’andamento stagionale della mortalità mostra come il numero massimo di incidenti si è concentrato in estate e in autunno (l’autunno 2013 è stato particolarmente mite, per cui l’attività di quasi tutte le specie si è protratta oltre il normale); il numero di ritrovamenti poi è sceso bruscamente tra la fine dell’autunno e l’inizio dell’inverno fino a toccare il minimo in tutti e quattro i tratti stradali in dicembre, in concomitanza con un’ondata di freddo. Il resto dell’inverno è stato caratterizzato da temperature superiori alle medie stagionali, per cui il numero di ritrovamenti si è mantenuto basso ma costante, mentre nella prima parte della primavera, a causa delle temperature mediamente più basse delle medie stagionali, non si è riscontrato un marcato incremento dei ritrovamenti, che hanno cominciato ad aumentare sensibilmente soltanto nel mese di maggio, con l’arrivo di temperature quasi estive.

I dati raccolti nel primo anno di monitoraggio sono stati utilizzati anche per definire più efficacemente il punto, all’interno dei tratti stradali monitorati, in cui installare i sistemi di prevenzione da sperimentare.

 

 

Sperimentazione di un innovativo sistema di prevenzione delle collisioni veicolari con la fauna selvatica

In ogni provincia partecipante al progetto saranno installati 3 sistemi di prevenzione. Una volta messe in funzione, le apparecchiature saranno costantemente monitorate e il loro effetto nel prevenire gli incidenti con gli animali selvatici sarà attentamente analizzato. Per questo motivo il monitoraggio dei tratti stradali continuerà anche negli anni seguenti. In questo modo sarà possibile confrontare il numero di animali rinvenuti morti lungo le strade prima e dopo l’installazione del sistema di prevenzione.

Il sistema di dissuasione si compone di: una centralina di gestione; quattro sensori radar doppler (due per rilevare velocità dei veicoli su entrambi i lati della carreggiata e due per rilevare presenza degli animali che si avvicinano alla strada); due cartelli stradali autoalimentati a pannello solare per segnalare la presenza della fauna selvatica agli automobilisti; un sistema di dissuasione sonora e luminosa.

Il sistema ha il seguente funzionamento: un sensore radar doppler (1) registra il passaggio di un animale e trasmette l’informazione a una centralina elettronica (2). Questa provoca l’attivazione di un segnale di allerta (3), con luce intermittente, per i guidatori, invitandoli a ridurre la velocità fino a un livello ottimale. Un sensore radar (4) registra se l’automobile in questione rallenta fino a una velocità desiderata. Se l’automobile rallenta, il sistema si ferma a questo punto. In caso opposto il radar trasmette un segnale alla centralina (2), che provoca l’attivazione di un sistema di dissuasione ottica e/o acustica (5) per l’animale, mettendolo in fuga.

 

In Provincia di Siena l’installazione dei sistemi di dissuasione è iniziata il 16 ottobre 2014.

In parallelo alla sperimentazione dei sistemi di prevenzione sarà effettuato il monitoraggio della mortalità della fauna, per comprenderne l’efficacia del sistema di prevenzione nell’allontanamento degli animali dalla strada.

 

 

Elaborazione di un protocollo per la gestione del fenomeno

Le difficoltà attualmente riscontrate nella gestione del problema degli incidenti stradali con la fauna selvatica risiedono anche nell’assenza di un definito protocollo d’intervento e nella mancanza di una normativa specifica e chiara per quanto riguarda l’indennizzo dei danni. Per questo motivo una specifica azione del progetto è dedicata all’implementazione di un protocollo operativo che sarà discusso ed elaborato da tutte le province e le regioni coinvolte dal progetto. Questo protocollo sarà quindi presentato alle altre regioni italiane e ai ministeri competenti. Entro la fine del progetto sulla base delle esperienze maturate e dei risultati ottenuti sarà anche predisposta una specifica revisione della normativa che disciplina la materia.

 

 

Promozione di specifiche campagne di informazione e sensibilizzazione sull’impatto del traffico veicolare sulla fauna selvatica

Considerando l’estrema importanza degli argomenti affrontati dal progetto, una grande attenzione sarà dedicata alla disseminazione dei risultati ottenuti. Nel corso del progetto sarà realizzato un manuale di buone pratiche per la prevenzione degli incidenti stradali con la fauna selvatica e saranno prodotti specifici spot per la radio e la televisione sull’impatto del traffico veicolare sulla fauna selvatica e per promuovere comportamenti di guida responsabili. Nell’ultimo anno di progetto verrà allestito uno stand presso il Motorshow di Bologna al fine di pubblicizzare i risultati del progetto e sensibilizzare il grande pubblico su questa problematica. Una specifica mostra itinerante verrà presentata in occasione di fiere e altri appuntamenti pubblici nelle diverse aree di progetto. Infine verrà organizzato un convegno scientifico per disseminare ulteriormente i risultati ottenuti e confrontarsi con altre esperienze maturate in Italia e all’estero.

 

Contenuto aggiornato al: 21/10/2014 13:13