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Distanze consentite

Fucili

Distanze di caccia da immobili e strade

La Polizia provinciale interviene per garantire il corretto svolgimento o per reprimere comportamenti scorretti durante l'attività venatoria nelle vicinanze delle abitazioni, dei posti di lavoro e delle strade. Per la salvaguardia dell'incolumità delle persone, di chi trascorre il proprio tempo libero nell’ambiente, della fauna selvatica e di chi esercita l'attività venatoria, la legge ha disposto una serie di distanze che devono essere rispettate.

Le principali distanze da osservare in esercizio di caccia con fucile carico e fuori dall'apposita custodia sono:

  • 100 metri da immobili, fabbricati o stabili adibiti ad abitazioni o a posti di lavoro;
  • 50 metri da vie di comunicazione, ferrovie o strade carrozzabili, eccetto quelle poderali o interpoderali;
  • 150 metri se si spara in direzione di immobili, con fucile da caccia ad anima liscia con munizione spezzata o da una distanza corrispondente a meno di una volta e mezzo la gittata massima in caso di uso di armi a canna rigata o a canna liscia caricate a palla, nonché in direzione di stabbi o stazzi ed altri recinti destinati al ricovero e all'alimentazione del bestiame nel periodo di utilizzazione;
  • 150 metri se si spara in direzione di vie di comunicazione, con fucile da caccia ad anima liscia con munizione spezzata o da una distanza corrispondente a meno di una volta e mezzo la gittata massima in caso di uso di armi a canna rigata o a canna liscia caricate a palla;
  • è vietata la caccia nei giardini, nei parchi ad uso pubblico e privato, nei parchi storici e archeologici e negli impianti sportivi.

 

Distanza tra appostamento temporaneo e una struttura faunistica

L'installazione di un appostamento temporaneo - e di conseguenza l'esercizio venatorio dal suo interno - può avvenire a una distanza non inferiore a 100 metri dal perimetro di:

  • Zone di ripopolamento e cattura;
  • Zone e Oasi di protezione;
  • Riserve naturali regionali e statali;
  • Centri pubblici e privati di riproduzione della fauna selvatica.

Presso tutti gli altri Istituti faunistici pubblici o privati (Aziende faunistico venatorie, Aziende agrituristico venatorie, Fondi chiusi) la collocazione dell'appostamento temporaneo può essere fatta lungo il perimetro.

 

Distanza tra 2 appostamenti temporanei

L'installazione di un appostamento temporaneo - e di conseguenza l'esercizio venatorio dal suo interno - può avvenire a una distanza non inferiore a 80 metri da altro appostamento similare occupato. La distanza è SEMPRE di 80 metri nel caso si utilizzino richiami vivi.

 

Distanza tra un appostamento temporaneo e un appostamento fisso ai colombacci

 

L'installazione di un appostamento temporaneo - e di conseguenza l'esercizio venatorio dal suo interno - può avvenire a una distanza non inferiore a 100 metri da appostamento fisso per colombacci.

 

 Distanza tra un appostamento temporaneo e un appostamento fisso alla minuta selvaggina

 

L'installazione di un appostamento temporaneo - e di conseguenza l'esercizio venatorio dal suo interno - può avvenire a una distanza non inferiore a 100 metri da appostamento fisso alla minuta selvaggina.

 

Le stesse distanze si applicano, limitatamente ai eriodi di utilizzazione degli appostamenti fissi, per la caccia in orma vagante alla selvaggina migratoria, fatta eccezione per la beccaccia

La distanza di 200 metri deve essere comunque rispettata in caso di appostamenti temporanei che utilizzino richiami vivi.

  

Caccia vagante con l'uso del cane
 

La caccia vagante è una forma di caccia che in provincia di Siena è regolamentata diversamente a seconda dei periodi e delle zone in cui si intende svolgerla. Nelle zone non vocate al cinghiale la caccia vagante termina il 31 dicembre (esclusa la caccia alla volpe in battuta fino al 31 gennaio), mentre nelle zone vocate al cinghiale la caccia vagante con l'uso del cane è permessa solo per la beccaccia fino al 31 gennaio.
 L'uso del cane è altresì consentito durante la caccia al cinghiale in battuta.

 

Caccia vagante con l'uso del cane lungo le strutture faunistiche
 

Il cacciatore che, durante l’azione di caccia, permette al cane che utilizza di entrare in una zona sottoposta a divieto di caccia allo scopo di far fuoriuscire qualsiasi tipo di fauna per abbatterla, si considera in esercizio di caccia all'interno della zona sottoposta a divieto e incorre, quindi, in una sanzione amministrativa o penale a seconda del divieto imposto.

 

Contenuto aggiornato al: 20/11/2012 10:07