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Vigilanza sulla raccolta dei tartufi

Cosa occorre fare per praticare la raccolta del tartufo?

Il raccoglitore deve sostenere un esame presso l’amministrazione provinciale che lo abilita a questa pratica riconoscendone la sua idoneità. Il raccoglitore, conseguita l'idoneità, deve dotarsi di tesserino da richiedere al comune di residenza, previa l'attestazione di pagamento dell'importo della tassa regionale di concessione, pari a 92,96 euro. I proprietari dei fondi non sono soggetti agli obblighi dell'esame, del tesserino e del versamento quando esercitano la raccolta nei terreni di loro proprietà.

 Quanto tempo è valido il tesserino?

Il tesserino ha validità quinquennale. La tassa di concessione deve comunque essere rinnovata ogni anno, il versamento ha validità fino al 31 dicembre dell'anno di riferimento. Il tesserino ha valore su tutto il territorio nazionale e l’età minima dei raccoglitori non può essere inferiore ai 14 anni.

 

Alcune norme da rispettare

  • La raccolta deve essere effettuata senza arrecare danni alla tartufaia;
  • La ricerca deve essere effettuata con l'ausilio del cane e lo scavo del terreno con l'ausilio del vanghetto o vanghella;
  • Le buche aperte per l'estrazione del tartufo vanno ricoperte successivamente con lo stesso terreno smosso per lo scavo.

 

Atti vietati

  • È vietata la raccolta mediante lavorazione andante del terreno;
  • È vietata la raccolta dei tartufi immaturi, e comunque fuori dai periodi previsti dal calendario;
  • È vietata la raccolta al di fuori dell'orario indicato nel calendario;
  • Non possono essere commerciati tartufi freschi fuori dai periodi consentiti dal calendario a eccezione della settimana successiva al termine della raccolta;
  • Dal 1° maggio al 30 giugno di ogni anno è vietata la raccolta dei tartufi nelle zone di protezione, di ripopolamento e cattura e nei centri pubblici e privati di produzione di fauna selvatica.

 

E' ovunque consentita la raccolta dei tartufi?

La raccolta dei tartufi è libera nei boschi e nei terreni non coltivati, con l'eccezione delle tartufaie controllate o coltivate dove possono accedere solo i titolari gestori degli impianti stessi. Si precisa che i terreni a pascolo non si considerano coltivati.

 

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Contenuto aggiornato al: 20/02/2012 12:49