Sei in: Home > Aree tematiche > Polizia provinciale > Vigilanza ambientale > Esche avvelenate
RESPONSABILI
Comandante
Dirigente ad interim
CAMPAGNE Campagna di sicurezza stradale per la prevenzione degli incidenti causati da fauna selvatica redArrowVedi tutte
TEMI Francigena Mobilità dolce redArrowVedi tutti
Vetrina Immobiliare
SIT - Sistema informativo territoriale
Nuovo PTCP vigente
Centri per l'impiego
Polizia provinciale
stampa

Esche avvelenate

Posizionare esche avvelenate allo scopo di provocare la morte di animali è una pratica del tutto illegale, che nasce da un'usanza del mondo venatorio (una volta consentita per legge) diretta a eliminare la fauna predatrice delle specie cacciabili. Nelle campagne, oggi sempre più popolate a scopo residenziale e dove sono sempre più presenti animali di affezione, si registrano ancora fenomeni di avvelenamento nel periodo di riproduzione della fauna cacciabile o delle immissioni di selvaggina, nonostante dal 1977 questo mezzo sia stato bandito. A essere colpiti sono principalmente cani e gatti, ma anche rapaci quali poiane e falchi di diverse specie.

 

Utilizzare bocconi avvelenati è illegale

Il Codice Penale, nonché la Legge quadro sulla caccia n.15719/92, vietano espressamente l'uso di esche avvelenate prevedendo sanzioni penali per chi le impiega per abbattere fauna selvatica e animali domestici. Sono previste sanzioni penali per chi "per crudeltà o senza necessità, cagiona una lesione ad un animale" o "per crudeltà o senza necessità, cagiona la morte di un animale", per chi "incrudelisce verso animali senza necessità" e per chi "getta o versa, in un luogo di pubblico transito o in un luogo privato ma di comune o di altrui uso, cose atte a offendere o imbrattare o molestare persone" (art.544 bis, ter, 727, 674 Codice Penale).

 

La Polizia provinciale di Siena riceve denunce da parte di chi ha subito l'avvelenamento di animali di proprietà ed inoltre:

  • svolge indagini di iniziativa e delegate dalle Procure della Repubblica;
  • svolge attività di informazione e aggiornamento alle Guardie ambientali volontarie e Guardie giurate volontarie per contrastare il fenomeno;
  • rende pubblica, con apposita cartografia, la distribuzione degli episodi di avvelenamento nell'anno precedente, nonché la loro localizzazione temporale, ai fini di un monitoraggio del fenomeno sul territorio provinciale.
  • collabora con i Comuni competenti e con l'Azienda unità sanitaria locale per svolgere adeguate attività di bonifica delle aree colpite dal fenomeno;
  • trasmette e consegna reperti sospetti all'Istituto zooprofilattico del Lazio e della Toscana ricevendone i risultati delle analisi;
  • riceve le segnalazioni effettuate obbligatoriamente dai medici veterinari tramite scheda di segnalazione;
  • applica la Legge regionale n. 39/2001 (Norme sul divieto di utilizzo e detenzione di esche avvelenate).

 

La normativa

redArrow L. R. n. 39_2001, Norme sul divieto di utilizzo e detenzione di esche avvelenate  (dimensione: 108kb | data aggiornamento: 20/02/2012 12:52) redArrow Codice Penale, art. 544  (dimensione: 21kb | data aggiornamento: 20/02/2012 12:52) redArrow Codice Penale, art. 638  (dimensione: 10kb | data aggiornamento: 20/02/2012 12:52) redArrow Codice Penale, art. 672_674  (dimensione: 15kb | data aggiornamento: 20/02/2012 12:53)

 

La modulistica

redArrow Scheda segnalazione avvelenamento  (dimensione: 30kb | data aggiornamento: 20/02/2012 12:53)

 

Contenuto aggiornato al: 20/02/2012 12:56