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Con la Conferenza provinciale del 21 novembre si è concluso il percorso di programmazione della rete scolastica per l’offerta formativa e il dimensionamento relativo all’anno 2023/24, coordinato dall’Ufficio Istruzione della Provincia di Siena, con il consigliere delegato Fabrizio Nepi. La Provincia di Siena, oltre a svolgere le proprie competenze sul secondo ciclo di studi, ha da sempre rivestito il ruolo di cabina di regia della programmazione territoriale: dal Centro Provinciale per l’istruzione degli adulti (CPIA),  al coordinamento delle quattro Zone Educazione Istruzione.

Il percorso di programmazione, avviato nei mesi estivi dopo la conclusione dell’anno scolastico, ha visto impegnata la Provincia nelle attività di condivisione e di concertazione con i Dirigenti scolastici degli Istituti di II grado presenti sul territorio, con le Conferenze zonali, con l’Ufficio Scolastico Territoriale, con le organizzazioni sindacali del settore scuola,  con la locale Camera di Commercio e con gli uffici territoriali di ARTI, in un percorso di confronto e di discussione sulle criticità e sulle priorità del sistema scolastico provinciale: modalità di lavoro collettivo che ha sempre caratterizzato l’Amministrazione Provinciale di Siena.

Il Piano Provinciale di programmazione dell’offerta formativa e del dimensionamento per l’anno scolastico 2023/24, approvato il 24 novembre, è il risultato finale di tale processo, che ha visto tutti i soggetti del territorio impegnati nel comune terreno di affrontare le criticità dell’oggi e di costruire la scuola del domani. Le principali novità del Piano provinciale riguardano, in sintesi, l’avvio di nuovi indirizzi di studio che si stanno affacciando in questi anni nel panorama nazionale dell’offerta formativa: dai percorsi quadriennali di istruzione tecnica (indirizzo economico internazionale e relazioni internazionali per il marketing), alle nuove declinazioni dei tradizionali licei classici e scientifici rappresentati dai corsi di liceo scientifico internazionale e dal liceo classico dei beni culturali (Clabec), che troveranno ampio spazio nelle attività di orientamento scolastico dei prossimi mesi. Le principali criticità affrontate hanno riguardato, inoltre, la valutazione di alcune situazioni di sottodimensionamento di alcuni Istituti nel primo e nel secondo ciclo di studi, condividendo la necessità di mettere in campo azioni comuni per affrontare eventuali ricadute sul sistema scolastico. Per quanto riguarda il primo ciclo, le Conferenze zonali si sono trovate ad affrontare le sempre più crescenti richieste da parte delle famiglie di tempi scuola prolungati per le primarie: necessità in aumento derivante dalla difficile esigenza di coniugare i tempi del lavoro con quelli della scuola. Inoltre, il lavoro delle Conferenze si è concentrato anche nella ottimizzazione dei percorsi scolastici per rispondere da un lato alla migliore organizzazione e dall’altro alle esigenze legate alla disabilità.

Infine, tra i lavori della Conferenza provinciale, sono stati presentati i dati relativi alla scuola nella provincia di Siena, derivanti dall’Anagrafe Regionale degli Studenti (ARS) di Regione Toscana, a cura di Giulio Petrangeli di Soluxioni srl. Il sistema scolastico provinciale è stato analizzato alla luce dei principali indicatori per monitorare e valutare gli andamenti relativi alla popolazione scolastica, alla presenza degli studenti non italiani, al pendolarismo scolastico e ad alcuni indicatori di rendimento. Per quanto riguarda la popolazione scolastica è stato rilevato un andamento negativo con una leggera ma continua decrescita di presenza di alunni nei primi anni delle scuole primarie: un trend iniziato negli ultimi anni e che occorrerà monitorare per valutare le successive ricadute negli altri ordini di scuola. La minore leva anagrafica viene tuttavia in parte compensata da una ripresa degli indici di presenza degli studenti non italiani, in netta crescita negli ultimi anni, soprattutto per la cosiddetta seconda generazione: i non italiani nati in Italia. L’intervento, inoltre, ha proposto un affaccio al tema del pendolarismo scolastico, con un focus sugli studenti provenienti dalle province limitrofe e che frequentano percorsi di studio negli istituti di II grado del territorio senese, rilevando che tale fenomeno costituisce mediamente l’importante quota di 11 punti percentuali rispetto al corpo studentesco delle scuole superiori della provincia. Un fenomeno importante da monitorare nel tempo e che incide nel complesso dell’offerta formativa del secondo ciclo. Infine, uno sguardo ad alcuni indicatori legati al rendimento scolastico e in particolare ai dati sulla quota percentuale degli studenti diplomati e non diplomati, rispetto alla coorte delle classi prime del II grado, che hanno messo in evidenza come la problematica della cosiddetta dispersione scolastica incide non poco sui livelli di istruzione dei giovani della nostra provincia.