Social

  • 1.jpg
  • 2.jpg
  • 3.jpg
  • 4.jpg

Provincia di Siena e Comuni insieme per dire no alla violenza contro le donne. Nella Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, drappi rossi in tutti i Comuni, dipendenti con indosso un fiocco rosso e scarpe rosse, posizionate come elementi d’inciampo per chi passa per invitare alla riflessione.

Una giornata che ha unito tutti i comuni della provincia, che insieme hanno deciso di dire anche: CI SIAMO.

Durante la conferenza stampa svoltasi in Provincia a cui hanno partecipate alcune assessore in rappresentanza di tutte e tutti, sono emersi numeri spunti di riflessione e condivisione.

I dati parlano da soli: nel 2021, in provincia di Siena, 177 donne si sono rivolte ai quattro centri antiviolenza, di queste il 65% sono italiane e il 35% straniere. La media regionale invece restituisce un numero più elevato di donne che si rivolgono ai centri antiviolenza: 72% italiane e 28% straniere.

Per quanto riguarda l’età, il 56% è rappresentato da donne tra i 30 e i 49 anni, in particolare sono il 25% le donne tra i 30-39 anni e il 31% le donne tra i 40 e i 49 anni.  Il 18% è costituito dalle donne tra i 50 e i 59 anni, il 13% dalle ragazze tra i 16 e 29 anni (a livello regionale la percentuale in questa fascia è del 19%), mentre il 9% appartengono alla fascia di età 60-69 anni e il 4% sono le ultra 70enni.

Le violenze subite sono varie: la più riferita è la violenza psicologica (157 su 177), seguita da quella fisica (ben 111 su 177) e da quella economica (75 su 177), seguono minaccia, stalking, altra violenza sessuale, stupro e tentato stupro. Nel territorio provinciale senese non sono stati riferiti episodi di matrimonio forzato, aborto forzato o tratta. Da notare che la violenza economica, che a Siena viene riferita dal 42% delle donne, a livello regionale è invece riferita nel 26% dei casi.

Gli autori di violenza sono per il 40% il coniuge, nel 15% dei casi l’ex convivente, nel 10% l’attuale convivente, nel 7% l’ex coniuge, nel 4% l’ex fidanzato, nel 3% dei casi il fidanzato e nel 2% l’amante. Ci sono poi in casi in cui non ci sia o non ci sia stata una relazione amorosa, ma comunque è presente un rapporto di parentela, come nel caso del figlio, che è l’autore di violenza nel 5% dei casi, mentre fratello o sorella e padre nell’1%, altro parente nel 2% dei casi.

Meno frequenti, ma comunque riferiti dalle vittime di violenza i casi in cui l’autore di violenza è un conoscente (3,5%), uno sconosciuto (3%), un amico, il vicino di casa o il datore di lavoro (1%), un collega (0,6%).

I servizi richiesti ai centri Antiviolenza sono stati, nell’ordine: ascolto (87%), accoglienza (60%), supporto e consulenza legale (35%), supporto e consulenza psicologica (22%), orientamento e accompagnamento ad altri servizi (22%), sostegno all’autonomia (10%), pronto intervento e messa in sicurezza fisica (protezione/inserimento in casa rifugio) (8%), orientamento lavorativo (7%). Infine, il supporto sociale o educativo (5%), il supporto e consulenza alloggiativa (4%), il percorso di allontanamento (3%), il supporto per i figli minorenni (3%), il sostegno alla genitorialità (2%), l’assistenza sanitaria (1%).

Quello che è emerso oggi è che però le istituzioni ci sono. E vi sono molti modi per sensibilizzare, aiutare, difendere e dare coraggio alle vittime di violenza, ma ci sono anche sistemi per aiutare le nuove generazioni a non cadere vittime o colpevoli di tale violenza. Ad esempio la Provincia , dal mese di Dicembre lavorerà nelle scuole con laboratori per studenti e formazione per gli insegnanti, per destrutturare gli stereotipi di genere, molti dei quali portano a pensare la donna subalterna all’uomo, di suo possesso e debole.

Oggi si è parlato anche di come il narrare la letteratura o l’arte in un modo piuttosto che un altro, può cambiare uil punto di vista. Silvia Priscilla Bruni e Alessandra Fantoni  hanno condotto le partecipanti e i partecipanti in un percorso tra le stanze del Palazzo del Governo per narrare le molteplici storie di violenza sulle donne riportate in quadri, arazzi e opere d’arte: il ratto delle Sabine, la Vestale, Susanna e i Vecchioni, la Pia.

Moltissime le iniziative anche nei Comuni del territorio che hanno aderito con entusiasmo alle proposte della Provincia.